CittàEuropaVisitare il campo di concentramento di Auschwitz da Cracovia

Il nome di questa piccola città della Silesia, in Polonia, che si legge sulla segnaletica stradale quando si arriva a Oświęcim, può passare inosservato. Questa località, una cittadina industriale di media grandezza, quasi anonima, a metà strada tra Katowice e Cracovia, fu il triste scenario del più esteso genocidio della storia dell’umanità.

Visitare il campo di concentramento di Auschwitz – il nome tedesco con cui si conosce la città in Italia – è un’esperienza spietata, quasi spaventosa, ma è un momento di formazione profonda rispetto a quello che ha significato l’Olocausto.

Visitare il campo di concentramento di Auschwitz Birkenau

Il nome di Auschwitz-Birkenau è ormai diventato quasi sinonimo di genocidio e di Olocausto. Più di un milione di ebrei, oltre a polacchi e rom, furono assassinati in questo campo di concentramento durante l’occupazione nazista della Seconda guerra mondiale. I due campi, Auschwitz I e quello periferico di Auschwitz II, sono ben conservati e completamente accessibili ai visitatori. È indispensabile visitarli entrambi, per apprezzarne l’orrore.

Il campo di sterminio di Auschwitz fu costruito nel 1945 in quelli che erano stati gli accampamenti dei soldati polacchi prima della guerra. Inizialmente pensato per i prigionieri politici, fu poi adattato al piano di sterminio degli ebrei d’Europa dell’ideologia nazista – e fu pertanto costruito il campo più grande di Birkenau, a un paio di chilometri dal primo, tra il 1941 e il 1942.

Il campo di Auschwitz fu liberato nel gennaio 1945 dalle truppe dell’esercito sovietico.

L’ingresso al campo di concentramento di Auschwitz è gratuito e possibile tra le 8 e le 19. Tuttavia, se si arriva fra le 10 e le 15, è necessario unirsi a un tour guidato, disponibile anche in inglese, e pagare un piccolo costo. Gli orari cambiano nei mesi invernali, ed è bene consultarli, online o al centro visitatori.

È consentito fare fotografie e riprese all’interno del campo, senza l’uso di flash e treppiedi.

Divideremo la nostra guida al campo di concentramento di Auschwitz in due parti, una dedicata al campo di Auschwitz I e l’altra al campo di Birkenau.

Il campo di Auschwitz

Il campo di Auschwitz fu solo in parte distrutto dai tedeschi durante la fuga, e buona parte degli edifici originali in mattoni sono stati trasformati in esposizioni del museo di Auschwitz, a testimonianza della sua storia.

Dal centro visitatori si entra al campo attraverso il tristemente famigerato cancello che porta la scritta Arbeit Macht Frei (“Il lavoro rende liberi”). L’insegna è una copia, che sostituì l’originale quando questa venne rubata nel 2009. Oggi è stata recuperata e restaurata, ma è conservata nel museo.

Il campo di Birkenau

Il campo di Birkenau conteneva più di trecento barracche – che in realtà erano stalle per i cavalli – ciascuna delle quali arrivava a contenere fino a trecento persone. Il campo disponeva di quattro camere a gas, e ciascuna poteva asfissiare duemila persone alla volta.

Benché gran parte del campo fu distrutta dai nazisti in ritirata, le sue dimensioni e le interminabili recinzioni di filo spinato danno una misura della barbarie. Le rotaie su cui giungevano i treni che trasportavano i prigionieri nel campo ancora attraversano l’ingresso principale, come nell’immagine che tutti abbiamo ben in mente di Birkenau.

Alcune barracche sono visitabili all’interno. È un’esperienza di fortissimo impatto. Vale la pena prendersi del tempo per camminare lentamente attraverso il campo.

Un piccolo autobus gratuito collega il campo di concentramento di Auschwitz con il campo di Birkenau, partendo ogni quindici minuti tra Aprile e Ottobre. In alternativa, si può raggiungere l’altro campo a piedi, con una passeggiata di un paio di chilometri.

Il museo ebraico di Auschwitz

Prima che Auschwitz divenisse il simbolo dell’Olocausto, non era altro che una comune cittadina della Polonia, dove gli ebrei – che rappresentavano la maggioranza della popolazione, dopo esservisi stabiliti nel sedicesimo secolo – per generazioni avevano cresciuto le proprie famiglie e contribuito alla cultura e le tradizioni del luogo.

Il museo ebraico di Auschwitz, nel centro cittadino, raccoglie testimonianze, fotografie e effetti personali appartenenti alle famiglie ebree di Auschwitz prima dell’Olocausto.

Visitare il campo di Auschwitz da Cracovia

Benché si può restare a dormire nella vicina città di Oświęcim, la maggior parte dei turisti partecipano a un tour guidato del campo di Auschwitz da Cracovia. In realtà, si può visitare il campo di concentramento senza partecipare a un tour guidato.

In autobus, ci vuole un’ora – e un biglietto di pochi euro – per raggiungere il campo di concentramento di Auschwitz da Cracovia. La corsa finisce proprio nel parcheggio del memoriale di Auschwitz I. La stazione degli autobus si trovia dietro la stazione ferroviaria. Parte una corsa ogni ora.

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