EuropaGuide di viaggioCosa vedere in Kosovo? Pristina e dintorni

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Dalla guerra civile che lo portò all’indipendenza dalla Serbia, il Kosovo è un Paese che tutti hanno sentito nominare, ma che in pochi conoscono veramente o hanno visitato. È un pezzettino d’Europa e della storia d’Europa difficile da comprendere, ma assolutamente da visitare. In questa guida scopriamo insieme cosa vedere in Kosovo, a Pristina e nei dintorni.

 

Cosa vedere in Kosovo, in breve

Entrare in Kosovo dalla Serbia, con la quale restano alte tensioni politiche, non è impossibile ma è sicuramente più difficile. È invece aperto normalmente il confine tra il Kosovo e la Macedonia, a sud. I mezzi pubblici operano regolarmente sulla tratta che collega le due capitali, Skopje e Pristina, che trasportano soprattutto i lavoratori transfrontalieri.

È possibile visitare Pristina, il cui centro è modesto e facilmente esplorabile a piedi, in giornata, oppure fermarsi a dormire in città. Non c’è molto da visitare, e la città in sé non è bellissima. Vale la pena, però, prendersi del tempo per approfondire la storia di questo piccolissimo Paese la cui indipendenza non è ancora riconosciuta da tutti i governi del mondo, o per esplorare le zone intorno alla città.

Fuori da Pristina, i centri storici e culturali più importanti sono sicuramente Prizren e Peja, facilmente raggiungibili in autobus. Diverse le opzioni per le escursioni e le attività all’aperto. Si segnala il villaggio goranci di Brod.

 

Una breve storia del Kosovo

Colonizzato già in epoca paleolitica e poi passato sotto l’Impero romano, il territorio che oggi conosciamo come Kosovo fu annesso, durante il Medioevo dai vari imperi bizantino, bulgaro e serbo. La regione fu anche sede del Patriarcato, il centro della Chiesa Ortodossa Serba, dal Quattordicesimo secolo. Dal Quindicesimo al Ventesimo secolo, il Kosovo fece parte dell’Impero ottomano. Dopo la Prima guerra mondiale entrerà a far parte della Jugoslavia.

Le tensioni tra la popolazione di origine albanese e quella serba si susseguono durante tutto il Novecento, fino a sfociare in vera e propria violenza con la Guerra del Kosovo, tra il 1998 e il 1999. Con il ritiro delle truppe jugoslave, si stabilisce una Amministrazione ad interim delle Nazioni Unite. Il 17 febbraio 2008, il Kosovo dichiara unilateralmente la propria indipendenza dalla Serbia, e viene riconosciuto da 102 Stati delle Nazioni Unite. La Serbia riconosce l’amministrazione delle istituzioni kosovare, ma non l’indipendenza del Kosovo come stato sovrano.

 

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Come arrivare in Kosovo da Skopje

Gli autobus per il Kosovo partono dalla stazione centrale degli autobus di Skopje, abbastanza frequentemente, e arrivano alla stazione degli autobus di Pristina dopo una corsa di circa due ore. Il biglietto può essere acquistato direttamente in stazione. Consulta il sito Balkanviator.

Non ci sono problemi all’ingresso nel Paese, per i viaggiatori con passaporto europeo. Non c’è bisogno di un visto per entrare in Kosovo. All’arrivo al confine, gli ufficiali della dogana lasceranno un timbro sul passaporto. Attenzione: non è possibile proseguire verso la Serbia se non si è precedentemente entrati in Kosovo dal lato serbo.

 

Cosa vedere a Pristina, Kosovo

Dalla stazione degli autobus di Pristina bisogna seguire – anche a piedi – il grande boulevard Bill Clinton, con la statua del presidente americano, per raggiungere il centro cittadino. Giunti alla Cattedrale di Santa Madre Teresa (dalla cima del suo campanile si gode di una vista panoramica della città), si può camminare verso il boulevard Nene Tereza, una bella strada del passeggio con ristoranti, bar e altri negozi. In quest’area si trovano diversi edifici del governo, la Biblioteca nazionale e il Teatro nazionale.

A nordest del centro storico, alla fine del boulevard, si trovano il Museo nazionale (gratuito), in un bell’edificio di architettura austro-ungarica, e il ben curato Museo etnografico di Pristina. Nella stessa zona, a due passi dal Museo nazionale, ci sono la Moschea Jashar Pasha e altre moschee molto caratteristiche. Nell’angolo di Shkodra street sorge la Chiesa ortodossa di San Nicola. Tutta la zona intorno alla strada Nazim Gagfurri merita di essere esplorata a piedi.

Alla fine della lunga passeggiata, conviene fermarsi in uno dei tanti caffé per curiosare nella vita sociale, politica ed economica del Kosovo, magari parlando con qualcuno del posto, sorseggiando un buon makiato. I kosovari, come gli albanesi, sono un popolo molto amichevole. Anche verso sera, non sarà difficile incontrare qualcuno per scambiare due chiacchiere, passeggiare insieme o unirsi a un gruppo per far festa in qualche locale. Sarà senz’altro il modo piu immediato di capire e conoscere la città. Nonostante la povertà e la disoccupazione diffuse, e il rischio di piccoli borseggi, Pristina resta una città sicura, anche per camminare a piedi di sera.

 

Altri luoghi da vedere in Kosovo

Facendo base a Pristina o a Prizren si possono fare gite in giornata per esplorare alcuni bei paesaggi rurali del Kosovo. Ecco allora alcuni consigli su cosa vedere in Kosovo oltre la capitale.

 

Prizren

Antica capitale dell’Impero serbo durante il Quattordicesimo secolo, Prizrnen è la città storica per eccellenza in Kosovo. Il piccolo centro cittadino è dominato dal forte medievale, il cui aspetto attuale è il risultato di ristrutturazioni di epoca ottomana. Dal forte si gode di un’ottima vista. Si raggiunge passando per la Chiesa Ortodossa di San Giorgio e seguendo il sentiero alle spalle della moschea. Il sentiero supera il forte e continua per diversi chilometri sulle colline: un’ottima occasione per una passeggiata nella natura, altamente scenica.

Prizren ha poi una miriade di chiese e di moschee, tutte da vedere. Si segnalano, a tal proposito, la Chiesa di Nostra Signora di Ljevis, patrimonio UNESCO, la Moschea Sofi Sinan Pasha, uno dei piu importanti lasciti del dominio ottomano nell’intera regione, e il ben conservato Quartiere ottomano. Nella città, oltre alle chiare influenze serbe e ottomane, è possibile riscontrare tracce, negli edifici, dell’influenza austro-ungarica. Il passaggio tra i vari domini hanno reso questa piccola cittadina, oggi culturalmente albanese, del Kosovo meridionale un centro storicamente multiculturale.

Prizren è ben collegata via autobus a Pristina, Peja e altre città kosovare. Inoltre, si raggiunge facilmente in autobus Skopje, Tirana e Belgrado, senza doversi fermare nella capitale. Il costo del biglietto, che può essere acquistato in stazione, varia con la distanza ma difficilmente supera di molto i dieci euro. Inutile dire che, date le dimensioni del Paese, e anche considerando le condizioni stradali, le tratte interne non superano il paio d’ore di viaggio.

 

Peja

Ai piedi del monte Bjeshket e Nemuna, la cittadina di Peja è testimone, come gran parte del Kosovo, delle varie dominazioni che hanno interessato la regione nel corso della storia. L’influenza ortodossa è eccezionalmente rappresentata nella quantità di chiese e monasteri della città. Il Patriarcato di Peja, costruito durante l’impero serbo nel Tredicesimo secolo, comprende quattro chiese finemente decorate ed è Patrimonio UNESCO.  Nel periodo ottomano, Peja assume un carattere più orientale, con le strade strette tipiche delle cittadine turche. La Moschea Bajrakli fu costruita dagli Ottomani nel Quindicesimo secolo, sui resti di un antico monastero medievale serbo.

Il paesaggio naturale alle spalle della città di Peja è dominato dalle montagne e segnato dal canyon di Rugova e da sistemi di cave. Offre la possibilità di attività all’aperto, tra cui ciclismo, escursionismo, sci e scalata.

Peja è collegata in autobus, con corse molto frequenti, a tutte le maggiori città kosovare. C’è un collegamento anche con Podgorica, in Montenegro.

 

Valle Rugova

La valle Rugova e le montagne tutto intorno sono il luogo dove trovare l’avventura in Kosovo. La valle si snoda a ovest di Peja e risale a nord verso il confine con il Montenegro. Alcuni piccoli sentieri portano dalla valle ai pascoli di alta montagna, i laghi glaciali e le foreste di pini. Si possono fare attività di esplorazione delle grotte, rafting, vie ferrate e sci, ma è l’escursionismo che rende davvero imperdibile quest’area del Kosovo. A cavallo tra Albania e Montenegro, si tratta di una delle più belle catene montuose dell’Europa orientale, e rimane incontaminata. Il percorso escursionistico di lunga distanza, Cime dei Balcani, famoso in tutto il mondo, attraversa il cuore di queste montagne e in tutta l’area sono presenti molti altri sentieri ben segnalati.

 

Brod

Brod è un piccolo villaggio immerso nelle montagne Sar, storicamente abitato dalla popolazione Goranci, pastori di tradizione e di religione musulmana. Brod si trova a circa 1200 metri di altitudine, ma le montagne che lo circondano superano facilmente i duemila metri. I prati che rivestono i pendii montuosi senza alberi rendono il paesaggio brullo ma incantevole. Vale la pena ritirarsi in questo villaggio per l’aria fresca che si respira, le viste e le possibilità di interminabili passeggiate. Si può anche andare a cavallo, restando fuori una notte durante l’escursione, o fare trekking verso i laghi di Shutman (tre o quattro ore). Spingendosi oltre, si arriva al confine con la Macedonia.

Non ci sono autobus che vanno al piccolo villaggio di Brod. Da Prizren si puo trovare un minivan diretto a Dragas. Da qui, prendere un taxi per Brod risulta costoso, ma il villaggio è a circa otto chilometri di cammino. 

 

Monastero di Visoki Dečani

Costruito all’inizio del XIV secolo dal re serbo Stefan Dečanski, questo monastero si trova ai piedi dei monti Prokletije ed è circondato da pini e castagni. Se pensi che l’ambientazione sia attraente, rimarrai senza fiato per la meraviglia mentre apri le porte di legno della chiesa e posi gli occhi sui tesori all’interno. Con i suoi murales biblici dal pavimento al soffitto, è come entrare in un’enorme scatola di colori medievale. Probabilmente una delle più particolari chiese d’Europa.

 

 

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