CittàEuropaGuide di viaggioCosa vedere a Sarajevo in tre giorni

Conosciuta nei libri di storia per l’attentato di Sarajevo, che fu tra le cause scatenanti della prima guerra mondiale, la capitale della Bosnia ed Erzegovina è forse una delle città più multiculturali d’Europa. Un’eredità storica importante e un’atmosfera orientale, che richiama altri luoghi e altri tempi, fanno di Sarajevo la città culturalmente più ricca degli interi Balcani. In questo articolo alcuni consigli su cosa vedere a Sarajevo in tre giorni, prima di ripartire alla scoperta di Mostar o di seguire il viaggio nei Balcani.

Sarajevo è una città in cui perdersi e sognare. Un viaggio indietro nel tempo prima di tutto. La città si trova sulla linea che divideva l’Impero Romano d’Occidente e d’Oriente. Da allora le più grandi religioni e culture si incontrano nella piccola città vecchia, incastrata nella valle del fiume Miljacka.

Sarajevo passò dalla dominazione dell’impero ottomano all’occupazione austro-ungarica, soffrendo la quasi completa distruzione alla fine del XVII secolo. Durante la guerra civile jugoslava, negli anni Novanta del Ventunesimo secolo, fu nuovamente assediata e distrutta. Nonostante la ricostruzione, tracce dei colpi inferti sono ancora visibili tanto nel cuore della città vecchia come nel quartiere ottocentesco di impronta austriaca.

Cosa vedere a Sarajevo

Un tour ideale della città di Sarajevo non può che partire dal Vijecnica, il palazzo che ospita la sede del Municipio. Affaccia sulla strada in cui, il 28 giugno 1914, veniva assassinato l’Arciduca Francesco Ferdinando d’Austria, all’altezza del Ponte Latino.

Attraversando le piccole vie laterali si arriva sulla Ferhadija, il corso principale che taglia in due la città vecchia. Sull’area pedonale affacciano dozzine di negozietti, bar, ristoranti, la chiesa cattolita del Sacro Cuore e, a poche decine di metri, la moschea Ferhadija del sedicesimo secolo. Vale sicuralmente una visita, peraltro gratuita, del cortile con una bellissima fontana delle abluzioni, del porticolo, e dell’interno, accessibile da una piccola porta laterale. La sinagoga ashkenazi si trova, invece, sull’altra sponda del fiume.

Proseguendo sul corso principale, si entra nella Bascarsilja, il cuore vero e proprio della città vecchia. Centro di un crocevia culturale tra est e ovest, si esprime attraverso un miscuglio di architettura neoclassica e ottomana. Le vie sono ormai popolate di turisti, tra cui molti uomini e donne musulmani che rendono visita alle diverse moschee presenti. Ma nei vicoli meno affollati si possono scoprire frammenti del fascino autentico della città.

La Bascarsilja è disseminata di ristoranti e negozi che vendono prodotti di quella che un tempo era l’attività economica più importante della città, la lavorazione e il commercio del bronzo. È qui che si ha di più l’impressione di essere in una città del Medio Oriente, coi profumi dell’incenso e delle spezie.

La piazza con la fontana Sebilj è il luogo ideale dove fermarsi a fare colazione, bere un caffé, o provare una delle Pekara, le panetteria che vendono pizzette, brioches e altre paste in una versione tipica. C’è anche la fermata del tram, col quale raggiungere la città nuova, la stazione e l’area dei musei. Da visitare, in particolare, il Museo Nazionale e il Museo storico di Bosnia ed Erzegovina.

Sempre dalla piazza centrale si può raggiungere, con una breve passeggiata, il Forte Giallo, i resti di un bastione di una vecchia fortificazione, situato su una collina. Poco prima del tramonto, si gode di una vista magica della città, dall’alto.

Visitare Sarajevo lentamente

Tre giorni a Sarajevo è un tempo più che sufficiente a visitare i principali siti d’interesse storico. Ma per vivere davvero la città, non si può non apprezzare la sua atmosfera e la vivacità culturale. Se si è foturnati da visitare Sarajevo durante uno dei suoi festival, o in occasione di una festa, un concerto o un altro evento, non si può non restare affascinati dalla dinamicità di una città all’avanguardia nella regione, che guarda all’Europa pur tenendo con cura particolare il suo ricco patrimonio e la sua identità storica.

In ogni caso, è davvero necessario prendersi del tempo per vivere la città lentamente, magari sorseggiando un caffè, o bevendo una birra in un pub con qualcuno del posto.

L’itero centro storico è disseminato di pub, bar e altri locali in cui bere e passare la serata in compagnia. Nell’area tra la Moschea e la fontana Sebilj ci sono alcuni tra i migliori ristoranti per provare la cucina locale e i famosi cevapi – anche se la zona è fin troppo frequentata dai turisti.

Nell’area davanti alla Chiesa del Sacro Cuore e nelle stradine che scendono verso il fiume si trovano pub dallo stile più europeo. La festa continua nei locali concentrati nel quartiere Skenderija, il cuore della città nuova.

Come arrivare a Sarajevo

L’aeroporto internazionale di Sarajevo è situato circa sei chilometri a sud della città, ed è collegato al centro via autobus. I collegamenti aerei raggiungono però poche città, soprattutto dell’Europa centro-settentrionale: Vienna, Amsterdam, Copenhagen, Oslo, Monaco di Baviera, e le più vicine Zagabria e Belgrado.

Da Zagreb parte l’unico collegamento ferroviario internazionale per Sarajevo. Ben più frequenti sono gli autobus o gli shuttle bus o ancora i servizi taxi. Ad esempio, la tratta Belgrado-Sarajevo dura dalle 5 alle 7 ore e costa circa 25-30 euro. Da Sarajevo si può raggiungere in treno la città bosniaca di Mostar, con circa 6 euro.

Altri collegamenti via autobus sono per Split e Dubrovnik, in Croazia, Kotor, in Montenegro, Novi Sad, in Serbia, e per le altre città più piccole che troverete indicate alla stazione centrale degli autobus.

Trasporto pubblico a Sarejevo

Il centro storico può essere visitato molto facilmente a piedi. Si tratta, infatti, di un’area pedonale e molto compatta. Per raggiungere i musei più lontani e la stazione ferroviaria, che si trova accanto alla stazione degli autobus), si può usare la linea di tram che costeggia tutta la città vecchia. Il biglietto per una corsa del tram costa circa 0,80 euro.

Quando visitare Sarajevo?

La Bosnia ed Erzegovina, come tutta la regione dei Balcani, ha quattro stagioni, con estati calde e inverni lunghi e freddi. Sarajevo si trova all’interno e ben sopra il livello del mare, per cui non sono rare brevi nevicate. Il periodo migliore è sicuramente la primavera. In estate il clima resta comunque piacevole, ma i visitatori aumentano con l’alta stagione.

Quanto costa visitare Sarajevo?

Gran parte del budget va via nel trasporto, a meno che non si stia viaggiando già attraverso i Balcani e si arrivi a Sarajevo da qualche città vicina – ad esempio, Belgrado, in Serbia, o Dubrovnik, in Croazia. Voli diretti dall’Italia non ce ne sono. Bisogna volare a Monaco o Vienna e poi prendere un volo per Sarajevo, oppure volare a Split, in Croazia, e proseguire in autobus. Leggi questa guida per trovare voli economici online.

Per dormire, un posto letto in ostello costa 8-12 euro a notte. Una camera privata per due (o un piccolo appartamento) costa intorno ai 20-30 euro a notte per due persone. Consiglio di soggiornare nella zona del centro storico o intorno al quartiere nuovo Skenderija.

Un menù tipico in un ristorante di cucina locale, o comunque nel centro storico, costa intorno ai 15 euro. Sempre in zona, una porzione di cevapi costa 6 euro. Si può spendere anche meno muovendosi fuori dal centro o approfittando delle pekara o dei mercati/supermercati.

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